"Dead Alone In The Park..." - KINKY KLUB - Napoli

quando, dopo un caso di cronaca, ho deciso di stravolgere i piani lavorando a questo nuovo progetto fotografico ho deciso di immergermi in un contesto, diverso dalla strada, semplice per certi aspetti ma ricco di ombre per altri...
avevo bisogno di capire davvero se anche in quel luogo esistesse quello che sospettavo... 

dopo i vari sopralluoghi ero da un lato tristemente dispiaciuto ma al tempo stesso confidente per la realizzazione del progetto perchè le sensazioni erano corrette. non mi sbagliavo.
 

avevo già in testa cosa rappresentare. cosi come i protagonisti. 
la narrazione era il nodo da sciogliere. il punto sul quale concentrare la mia attenzione.

titubante e indeciso, credendo nella forza delle immagini, ho deciso di portare avanti il lavoro.


"Dead Alone In The Park..." è la realtà di quello che ci circonda... di quello che siamo...


progetto fotografico "Dead Alone In The Park..." @ KINKY KLUB - NAPOLI


05 Dicembre 2009 - 20 Dicembre 2009
tutti i giorni dalle 21:00 alle 06:00 [ad esclusione della Domenica, del Lunedi e del Mercoledi]
info orari al 328. 1862831


Inaugurazione Vernissage Sabato 05 Dicembre 2009 ore 19:30
KINKY KLUB - NAPOLI - Vicolo della Quercia 26 - 80134 Napoli - 
www.kinkyjam.com


Dalle fondamenta dello storico Kinky Bar nasce il nuovo KINKY KLUB sito in vico della Quercia 26, di fronte al Cinema Modernissimo. STORIA - Il Kinky Reggae Bar è senza ombra di dubbio un locale storico della movida partenopea. Nato nel 1994 (per iniziativa di Fabio D’Arienzo, appassionato cultore di musica reggae) nella centralissima via Cisterna dell’Olio, è divenuto da subito un importante punto di riferimento del movimento rastafariano a Napoli. L’idea era quella di creare un piccolo angolo di Caribe al centro di una metropoli; così il Kinky divenne il luogo ideale in cui napoletani e stranieri (in particolare provenienti dall’Africa) potessero incontrarsi, convivendo armoniosamente. Il locale, infatti, porta avanti da sempre un discorso antirazziale e di uguaglianza fra tutti coloro che amano e rispettano il prossimo, indipendentemente dal colore della pelle o dalla religione professata. In oltre dieci anni di attivita, molte sono state le iniziative legate alla promozione e diffusione della musica reggae (il locale possiede una collezione di dischi di circa 10.000 45 giri, 5.000 Lp’s, e 3.000 CD’s, tra cui molte rarità in stampa originale). Alla consolle del Kinky sono alternati grandi selecters del panorama italiano (VillAda, One Love Hi-Pawa, La Dj Fade), internazionale (Mad Professor, Dennis Alcapone, Dennis Bovell, Luciano, Dawn Penn, Anthony Johnson, General Levy, David Rodigan), fino ai nuovi talenti della scena non solo campana, che qui possono trovare il loro spazio il giovedì, attraverso la seconda edizione del Kinky Sound Clash (una competizione tra dj e sound system, in cui a decretare il vincente è il pubblico). E poi, non dimentichiamoci che il Kinky è anche la casa del “Kinky Sound” (Mister Kinky, Dr. Scott, Maurodj, Fikupala), uno dei primi sound system italiani, famoso in tutta la penisola e oltre. In più, le sale del Kinky hanno ospitato parecchi artisti napoletani (Almamegretta, 99 Posse, Daniele Sepe, 24 Grana, Marcello Coleman, Bisca, Eugenio ed Edoardo Bennato) e molti personaggi del mondo del cinema (Lina Wertmuller, Gabriele Salvatores, Mario Martone e Pappi Corsicato, Cristopher Lambert, Harvey Keitel, Antonio Albanese e Silvio Orlando). Inoltre, all’interno del locale è possibile ammirare i meravigliosi disegni dell’artista Alessia Montefusco, che hanno per soggetto la Giamaica e le isole Caraibiche. Ottimo il servizio bar, in grado di offrire birre giamaicane (Red Stripe) e tedesche spillate (Krombacher), una selezione di oltre venti etichette dei migliori rhum prodotti dalla zona del Caribe, e oltre duecento cocktails selezionati tra la carta dell’IBA (International Bartender Association) ed una pagina speciale di cocktails Kinky. In definitiva, il Kinky Bar rappresenta una vera e propria istituzione per tutti i seguaci della cultura reggae in Italia, ed è ben conosciuto e rispettato in tutta Europa.
©sonorika.com

 

Mostra Fotografica "Dead Alone In The Park…"

Fotografie di Carmine Arrivo

 



Il Contesto:

Un parco nel centro storico di una delle più grandi realtà europee. La città non ha alcuna importanza.

E’ importante focalizzare l’attenzione sul luogo: il parco. Perché un parco è presente ovunque.
E’ meta di qualsiasi tipo di persona. Indipendentemente dall’estrazione sociale o culturale.

 

Nell’immaginario di molti è ancora il luogo ideale di incontro tra generazioni e realtà diverse:

genitori, bambini, studenti, anziani, sportivi, fidanzati, single, maniaci, sbandati, tutori dell’ordine...


Il Periodo:

Non è rilevante in quanto non fondamentale. Inutile focalizzare l’attenzione sull’arco temporale.


La Motivazione:

"Dead Alone In The Park..." è un progetto cercato, ma decisamente sofferto, dopo un episodio di cronaca, accaduto a ridosso dell’estate del 2009, che ha devastato il mio personale concetto di disponibilità, educazione e civiltà. Valori nei quali ho sempre fortemente creduto.

Determinate concezioni e convinzioni che credevo, erroneamente, certezze si sono, cosi, smaterializzate senza che avessi il tempo di capire cosa fosse accaduto. Era troppo tardi.

A distanza di tempo ho realizzato che se la delinquenza ha ucciso, l’indifferenza ha ucciso due volte...


La Ricerca e le Scelte Definitive:

Il progetto è nato cosi li dove tutto dovrebbe essere un momento di condivisione, di crescita, di costruzione, di confronto. I parchi. Dei rifugi nelle città, se presenti, dove poter trascorrere del tempo.

Passeggiando, leggendo, osservando, anche nei parchi ho trovato l’indifferenza che ci contraddistingue.
Nessuna attenzione al di fuori del proprio perimetro. Indifferenza al di là del proprio raggio d’azione.
Nessuna curiosità. Nessuna cultura e spirito d’osservazione. Immersione totale dentro se stessi.

"Dead Alone In The Park..." è il racconto, la storia, i frammenti e la vita di un pomeriggio di una persona.
La realtà di chi, per qualsiasi motivo, potrebbe rimanere a terra senza che nessuno se ne accorga.

Ecco perche focalizzare l’attenzione sull’arco temporale non è rilevante.

Servirebbe solo per nascondersi dietro un dito...


                                                                                                          
Carmine Arrivo

 

 

 

“Sono molte le atrocità nel mondo e moltissimi i pericoli:

 ma di una cosa sono certo: il male peggiore è l’indifferenza.

 Il contrario dell’amore non è l’odio, ma l’indifferenza;

 il contrario della vita non è la morte, ma l’indifferenza;

 il contrario dell’intelligenza non è la stupidità, ma l’indifferenza.

 E’ contro di essa che bisogna combattere con tutte le proprie forze.

 E per farlo un’arma esiste: l’educazione.

 Bisogna praticarla, diffonderla, condividerla, esercitarla sempre e dovunque.

 Non arrendersi mai.”

 Elie Wiesel, premio Nobel per la Pace 1986