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*** lunedi 30 agosto 2010 *** lascio la spiaggia libera per evitare di scottarmi ulteriormente. odio l'estate. decido di sedermi in piazza su una panchina per leggere un pò il libro che ho con me. siamo verso inizio settembre. l'afa e l'umidità non la fanno più da padrone. ho i miei nuovi infradito, un pantalone costume, una t-shirt ed i miei occhiali da sole. leggo. è ora di pranzo. sono un pò defilato nella piazza. c'è chi mangia, chi beve, chi passeggia, chi come me si rilassa su una panchina. chi con la sua famigliola decide di prendere un gelato. è risaputo che il gelato se gustato seduti ha un sapore diverso. quantomeno la percentuale di sporcarsi dell'universo maschile sarà notevolmente ridotta rendendo l'universo femminile decisamente sollevato da questa idea. mi si avvicina una tranquilla famigliola. lui, piccolo, robusto con gli occhialini da vista. lei, leggermente più alta di lui biondina tinta. un maschietto in un passeggino, carico di sacchetti della spesa, che dorme e l'altro che gironzola nervosamente. tutti "gelatati" tranne il piccolo nel passeggino. lui, con un cono. lei si divide tra la sua coppetta ed il cono del primogenito che scalpita vicino la fontana. decido di fare spazio e mi defilo verso l'estremità della panchina. non ci sarà il caldo dell'estate 2003 ma comunque i minuti passano e stare sotto il sole ad ora di pranzo con sacchetti, passeggino, bambini, attrezzatura per il mare può effettivamente accaldare notevolmente. lui temporeggia. si guarda intorno cerca qualcosa. qualcuno. cerca un piccolo approccio con la panchina dove sono seduto, in comodato d'uso condiviso, ma poi torna sui suoi passi. poi mi osserva. mi scruta. mi squadra. si gira su se stesso. pensa. riflette. si illumina. ha deciso. la soluzione è rimanere in piedi al sole. non sente alcuna motivazione di lei che si agita indicando la panchina. la decisione è presa. il gelato va gustato cosi. tempo tre minuti ed arriva una famiglia di tedeschi. lui magro, carnagione chiara ed alto. lei bionda, e naturale, con una bimba nel passeggino. con loro anche l'altro figlio in bicicletta. anche loro "tutti gelatati" vedono la panchina. insieme sorridenti mi chiedono, "Sorry It's possible?". sorrido e rispondo con un "Sure!". tristemente penso a quanto siamo assurdi... |